TARGET2

TARGET2 è il sistema di pagamenti in vigore per il sistema bancario dell’eurozona a partire dal 2007. Per comprendere cosa ciò significhi, come esso funzioni e che problematiche esso comporti per l’eurexit, è necessario conoscere alcuni fatti generali sui sistemi bancari ed i sistemi di pagamento.

Cos’è un sistema di pagamento interbancario e a che cosa serve

In ogni sistema bancario (corrispondente, grossomodo, ad un sistema monetario), le banche compiono continuamente transazioni tra di esse. Se per esempio voi fate un bonifico ad una persona, la vostra banca trasmetterà un pagamento alla banca della vostra controparte; se fate un pagamento con una carta di credito, avverrà una simile operazione.

Ovviamente ogni tale operazione necessita di un effettivo sistema con le quali le banche si “scambino il denaro”; un tale sistema è ciò che chiamiamo sistema di pagamento interbancario (d’ora in poi parleremo semplicemente di “sistema di pagamento”, lasciando per inteso che ci si riferisce solo a pagamenti interbancari).

Ogni singola operazione di questo tipo viene chiamata regolamento; il termine inglese corrispondente, che ritroveremo successivamente, è settlement.

L’evoluzione dei sistemi di pagamento

Il sistema tradizionale

Tradizionalmente, in mancanza di strumenti tecnologici dei quali oggi disponiamo, queste operazioni venivano “raggruppate” assieme e “regolate” ad una certa distanza temporale dalla loro effettiva esecuzione. La data nelle quali avvenivano questi regolamenti, detta data di regolamento era di norma fissata a distanza di uno, due o più giorni dalla data dell’effettiva operazione. Inoltre, dal momento che ogni banca compiva e riceveva pagamenti nei confronti delle altre banche, il regolamento era calcolato sul netto dei reciproci pagamenti.

Dal momento che tipicamente la contabilizzazione era compiuta manualmente, questo sistema permetteva di contenere la possibilità di errori e di semplificare la contabilità.

I RTGS

Con l’avvento di Internet e dei sistemi informatici, viene meno la necessità di raggruppare e posticipare i regolamenti; diventa infatti possibile compiere ogni regolamento in tempo reale (cioè esattamente quando un pagamento avviene) e di regolare ogni pagamento singolarmente, senza necessità di raggrupparne diversi (dunque ogni regolamento avviene sul lordo di un pagamento). Un sistema di questo tipo è detto RTGS (dall’inglese Real-Time Gross Settlement System = Sistema di regolamento lordo in tempo reale.
Come probabilmente avrete intuito, TARGET2 è un RTGS.

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Juncker: “non ci può essere scelta democratica contro i trattati europei”

29 gennaio 2015,

All’indomani della vittoria di Tsipras alle elezioni greche (25 gennaio), il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker rilascia un’intervista a Le Figaro nella quale afferma

Non ci può essere scelta democratica contro i trattati europei.

L’originale francese è

Il ne peut y avoir de choix démocratique contre les traités européens.

L’articolo originale purtroppo non è accessibile gratuitamente ma necessita dell’abbonamento a Le Figaro. In ogni questo è il link: articolo originale.

Potete verificare che l’affermazione è stata effettivamente fatta anche consultando questo articolo.

Gli eurodeputati del PD a favore del TTIP

28/05/2015

La Commissione Commercio Internazionale del Parlamento Europeo ha approvato (26 a 13) le proprie raccomandazioni alla Commissione Europea sul TTIP.

Sostanzialmente hanno dato carta bianca alla Commissione.

Ecco i nomi degli europarlamentari (PD) che hanno votato a favore del testo:

  • Goffredo Maria Bettini
  • Alessia Maria Mosca

Riportiamo anche i nomi degli europarlamentari italiani che hanno votato no:

  • Tiziana Beghin (M5S)
  • David Borrelli (M5S)
  • Eleonora Forenza (Rifondazione)
  • Matteo Salvini (Lega Nord)

Ecco il documento ufficiale: link

Juncker dà del dittatore a Orbán

22 maggio 2015, Riga, Lettonia

In un incontro ufficiale a Riga, il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker dà per due volte del dittatore a Viktor Orbán, primo ministro ungherese.

Le esatte frasi dette da Juncker sono: “The dictator is coming” (“Il dittatore sta arrivando”), rivolgendosi a Laimdota Straujuma (primo ministro lettone), e “Dictator!” (“Dittatore!”) direttamente a Orbán.

I presenti, Orbán compreso, non si scompongono e sembrano assecondare l’esuberanza di Juncker.

Le parole di Juncker, il cui ruolo richiederebbe un comportamento “super partes”, rappresentano una gravissima ingerenza nei confronti dell’Ungheria; inutile dire che i media non hanno condannato Juncker per le sue parole, ma hanno semplicemente liquidato l’episodio come una “gaffe”.

Nei fatti, questo è l’ennesimo atto con cui l’establishment europeo cerca di delegittimare i governi e le forze politiche ad esso non gradite. È ben noto infatti come Orbán, a causa delle sue scelte anti-finanza e la sua vicinanza a Putin, sia inviso al potere europeista, che si serve dei media per continuamente dipingere il governo ungherese come una dittatura neofascista.

Questo non significa tuttavia che Juncker abbia agito lucidamente. Probabilmente, visto il suo atteggiamento “sopra le righe” e conoscendone le abitudini alcoliche, Juncker era perlomeno “brillo” all’incontro.

Sono queste le logiche e le persone che devono guidare il nostro continente?

Per la cronaca, nel fermo immagine del video compaiono da sinistra a destra: Donald Tusk (Presidente del Consiglio Europeo), Viktor Orbán (di spalle), Jean-Claude Juncker, Laimdota Straujuma

Mario Monti vede la democrazia come un pericolo

26/05/2015, Otto e mezzo, LA7

Monti, in collegamento, fa le seguenti dichiarazioni testuali.

Ma la domanda che io mi faccio, è la seguente: in Europa ci sono in questo momento rischi chiari, ben identificati di disintegrazione: la Grecia eventualmente fuori dall’euro, la Gran Bretagna eventualmente fuori dall’Unione Europea. Secondo me però questi rischi sono gestibili, queste cose possono essere secondo me evitate.
Quello che mi sembra molto più preoccupante è proprio questo ribollire in forme diverse come è stato osservato ma praticamente in tutti i Paesi di un populismo nazionalistico e il quesito che io mi pongo è il seguente: non è che forse, per caso, le nostre democrazie europee e non europee, le nostre democrazie occidentali, di tipo sempre più illusionistico, basato sulle promesse, basato sull’orizzonte breve, diventano di fatto incompatibili con l’integrazione internazionale e con l’integrazione europea?
Mi spiego in pochi secondi: le ricette populistiche sono presentabili in dieci secondi in un dibattito elettorale. C’è una crescente disoccupazione; chiudiamo alle importazioni; facciamo produrre di più. Le imprese delocalizzano; impediamo loro di delocalizzare. Tutti problemi reali, ricette che la storia economica dimostra che sono fallimentari, ma sono molto persuasivi.
Chi invece è a favore dell’integrazione europea o, sul piano mondiale, a una globalizzazione governata, ha bisogno di almeno un paio di minuti, come sto facendo io. E adesso mi fermo per dire: sì, in apparenza quelle sono ricette buone, ma nella storia i Paesi che hanno fato così hanno sempre avuto un destino meno buono. Quindi io credo che ci sia—del resto vediamo anche negli Stati Uniti—anche negli Stati Uniti questa crescente difficoltà di fare politiche politiche di lungo periodo e questa tirannia del breve periodo, sempre più populistico.

Guardare da 4:30 a 6:55:

Chicco Testa

Enrico Testa, detto Chicco Testa, ex parlamentare PCI e PDS, poi divenuto dirigente d’azienda, è noto anti-ambientalista, impegnato a distruggere natura e vita per darci un mondo solo cemento e scorie radioattive.

Manco a dirlo, questo figuro è ora sostenitore di Renzi, condividendone gli obbiettivi.

Per completare il quadretto, aggiungiamo che Testa è stato dal 2004 al 2012 Managing Director di Rothschild Italia.

Renzi: da sempre impegnato a rovinare la vostra salute

Inizio 2008

Ecco che Matteo Renzi, allora presidente della Provincia di Firenze, già dimostrava la sua devozione alle logiche anti-ecologiste a anti-salute.

Sorprendente che il mondo delle grandi imprese e industrie l’abbia sempre appoggiato e designato come l’uomo del futuro…

Il dibattito andò in onda su Canale 10, e l’oncologa insultata da Renzi è Patrizia Gentilini: