Gli eurodeputati del PD a favore del TTIP

28/05/2015

La Commissione Commercio Internazionale del Parlamento Europeo ha approvato (26 a 13) le proprie raccomandazioni alla Commissione Europea sul TTIP.

Sostanzialmente hanno dato carta bianca alla Commissione.

Ecco i nomi degli europarlamentari (PD) che hanno votato a favore del testo:

  • Goffredo Maria Bettini
  • Alessia Maria Mosca

Riportiamo anche i nomi degli europarlamentari italiani che hanno votato no:

  • Tiziana Beghin (M5S)
  • David Borrelli (M5S)
  • Eleonora Forenza (Rifondazione)
  • Matteo Salvini (Lega Nord)

Ecco il documento ufficiale: link

Juncker dà del dittatore a Orbán

22 maggio 2015, Riga, Lettonia

In un incontro ufficiale a Riga, il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker dà per due volte del dittatore a Viktor Orbán, primo ministro ungherese.

Le esatte frasi dette da Juncker sono: “The dictator is coming” (“Il dittatore sta arrivando”), rivolgendosi a Laimdota Straujuma (primo ministro lettone), e “Dictator!” (“Dittatore!”) direttamente a Orbán.

I presenti, Orbán compreso, non si scompongono e sembrano assecondare l’esuberanza di Juncker.

Le parole di Juncker, il cui ruolo richiederebbe un comportamento “super partes”, rappresentano una gravissima ingerenza nei confronti dell’Ungheria; inutile dire che i media non hanno condannato Juncker per le sue parole, ma hanno semplicemente liquidato l’episodio come una “gaffe”.

Nei fatti, questo è l’ennesimo atto con cui l’establishment europeo cerca di delegittimare i governi e le forze politiche ad esso non gradite. È ben noto infatti come Orbán, a causa delle sue scelte anti-finanza e la sua vicinanza a Putin, sia inviso al potere europeista, che si serve dei media per continuamente dipingere il governo ungherese come una dittatura neofascista.

Questo non significa tuttavia che Juncker abbia agito lucidamente. Probabilmente, visto il suo atteggiamento “sopra le righe” e conoscendone le abitudini alcoliche, Juncker era perlomeno “brillo” all’incontro.

Sono queste le logiche e le persone che devono guidare il nostro continente?

Per la cronaca, nel fermo immagine del video compaiono da sinistra a destra: Donald Tusk (Presidente del Consiglio Europeo), Viktor Orbán (di spalle), Jean-Claude Juncker, Laimdota Straujuma

Mario Monti vede la democrazia come un pericolo

26/05/2015, Otto e mezzo, LA7

Monti, in collegamento, fa le seguenti dichiarazioni testuali.

Ma la domanda che io mi faccio, è la seguente: in Europa ci sono in questo momento rischi chiari, ben identificati di disintegrazione: la Grecia eventualmente fuori dall’euro, la Gran Bretagna eventualmente fuori dall’Unione Europea. Secondo me però questi rischi sono gestibili, queste cose possono essere secondo me evitate.
Quello che mi sembra molto più preoccupante è proprio questo ribollire in forme diverse come è stato osservato ma praticamente in tutti i Paesi di un populismo nazionalistico e il quesito che io mi pongo è il seguente: non è che forse, per caso, le nostre democrazie europee e non europee, le nostre democrazie occidentali, di tipo sempre più illusionistico, basato sulle promesse, basato sull’orizzonte breve, diventano di fatto incompatibili con l’integrazione internazionale e con l’integrazione europea?
Mi spiego in pochi secondi: le ricette populistiche sono presentabili in dieci secondi in un dibattito elettorale. C’è una crescente disoccupazione; chiudiamo alle importazioni; facciamo produrre di più. Le imprese delocalizzano; impediamo loro di delocalizzare. Tutti problemi reali, ricette che la storia economica dimostra che sono fallimentari, ma sono molto persuasivi.
Chi invece è a favore dell’integrazione europea o, sul piano mondiale, a una globalizzazione governata, ha bisogno di almeno un paio di minuti, come sto facendo io. E adesso mi fermo per dire: sì, in apparenza quelle sono ricette buone, ma nella storia i Paesi che hanno fato così hanno sempre avuto un destino meno buono. Quindi io credo che ci sia—del resto vediamo anche negli Stati Uniti—anche negli Stati Uniti questa crescente difficoltà di fare politiche politiche di lungo periodo e questa tirannia del breve periodo, sempre più populistico.

Guardare da 4:30 a 6:55:

Chicco Testa

Enrico Testa, detto Chicco Testa, ex parlamentare PCI e PDS, poi divenuto dirigente d’azienda, è noto anti-ambientalista, impegnato a distruggere natura e vita per darci un mondo solo cemento e scorie radioattive.

Manco a dirlo, questo figuro è ora sostenitore di Renzi, condividendone gli obbiettivi.

Per completare il quadretto, aggiungiamo che Testa è stato dal 2004 al 2012 Managing Director di Rothschild Italia.

Renzi: da sempre impegnato a rovinare la vostra salute

Inizio 2008

Ecco che Matteo Renzi, allora presidente della Provincia di Firenze, già dimostrava la sua devozione alle logiche anti-ecologiste a anti-salute.

Sorprendente che il mondo delle grandi imprese e industrie l’abbia sempre appoggiato e designato come l’uomo del futuro…

Il dibattito andò in onda su Canale 10, e l’oncologa insultata da Renzi è Patrizia Gentilini: