Tassi di cambio – Parte I

Regimi di cambio

Un tasso di cambio può essere regolato in vari modi dalle autorità monetarie; ognuna di queste possibili modalità è detta regime del tasso di cambio o più semplicemente regime di cambio. La scelta di un dato regime è una scelta di politica economica che può influenzare la bilancia commerciale, l’inflazione e altri parametri economici.

È possibile classificare i regimi di cambio a seconda delle loro caratteristiche. La principale suddivisione è tra regimi nei quali il cambio venga lasciato variare liberamente, detti regimi di cambio flessibile, e quelli nei quali il cambio viene mantenuto più o meno ancorato a dei livelli fissati, detti regimi di cambio fisso.

Ora esamineremo più nel dettaglio i vari regimi, suddividendo a loro volta i due enunciati sopra in regimi più specifici. Purtroppo per la maggior parte di queste suddivisioni manca un termine italiano, perciò saremo costretti ad utilizzare dei termini inglesi.

Regimi di cambio flessibile

Si parla di regime di cambio flessibile, o in inglese di floating regime (“regime fluttuante”), quando il tasso di cambio viene determinato dal mercato valutario, e può dunque oscillare liberamente. Tuttavia è possibile che anche in questo regime un governo talvolta compia delle politiche volte a correggere il tasso di cambio. Per inciso, il termine float in inglese significa “galleggiare”, “fluttuare”.
Abbiamo regimi free-floating (“fluttuante libero”) o pure float (“fluttuante puro”) quando le autorità monetarie non intervengono in nessun modo, e lasciano che il tasso di cambio sia totalmente determinato dal mercato.
Abbiamo invece regimi managed float (“fluttuante gestito”) o dirty-float (“fluttuante sporco”) quando la banca centrale interviene sul mercato valutario, per esempio per impedire che la propria moneta si apprezzi o deprezzi troppo.

Dalla fine del sistema di Bretton Woods, avvenuta nel 1971, i regimi di cambio flessibili sono i più diffusi, solitamente nella forma “managed float”.

Regimi di cambi fissi

Si ha un regime di cambi fissi, o pegged (“ancorato”) quando il tasso di cambio tra due monete viene mantenuto pari o prossimo a dei livelli prefissati. Sebbene un tale regime possa apparire semplice, in realtà le autorità monetarie e i governi devono compiere politiche mirate a ad impedire che le dinamiche del mercato valutario privato discostino il tasso di cambio dai valori determinati.
Quando il cambio è esattamente pari un livello prefissato, abbiamo un regime pure fixed (“fisso puro”). Un tale livello viene chiamato peg. Per la difficoltà di mantenere un tale regime, esso è quantomeno raro.
Più spesso abbiamo invece regimi pegged with horizontal bands (“ancorato con bande orizzontali”), dove il tasso di cambio può compiere delle variazioni attorno al valore prefissato. Ogni intervallo all’interno del quale il cambio può oscillare, è detto banda. Generalmente la larghezza delle bande è specificata come percentuale sul valore di riferimento.

Nei sistemi a cambio fisso è anche possibile che il valore prefissato possa essere talvolta aggiustato; un regime di questo tipo è detto a crawling pegs (“livelli scorrevoli”) o crawling bands (“bande scorrevoli”) a seconda che si usino pegs o bande.

Vari regimi a cambio fisso sperimentati nella storia recente, come il sistema di Bretton Woods o lo SME, furono di tipo a crawling peg, data la maggior facilità per un governo di mantenere tale regimi.

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